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Il Consiglio federale attiva la clausola di salvaguardia per i lavoratori bulgari e romeni


Berna, 10.05.2017 (versione ridotta) - Nella seduta del 10 maggio 2017 il Consiglio federale ha deciso di attivare la clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) per i cittadini bulgari e romeni.

Nei prossimi 12 mesi, quindi, i cittadini bulgari e romeni (UE-2) che intendono esercitare un’attività lucrativa nel quadro di un permesso di dimora B avranno solo un accesso limitato al mercato del lavoro svizzero.

Dal 1° giugno 2016, ovvero dalla cessazione delle disposizioni transitorie previste dall'ALC, i cittadini dell'UE-2 beneficiano della libera circolazione completa. La clausola di salvaguardia prevista dall'ALC consente alla Svizzera di reintrodurre unilateralmente contingenti per un periodo di tempo limitato, sempreché le condizioni quantitative previste dallo stesso accordo siano soddisfatte.

Gli immigrati bulgari e romeni esercitano perlopiù professioni stagionali

Tra luglio 2016 e maggio 2017 il valore soglia valido per i permessi di dimora B è stato nettamente superato. Nei prossimi 12 mesi, quindi, per i lavoratori provenienti dall'UE-2 questi permessi saranno limitati a 996 unità e liberati trimestralmente. Per contro, nel caso dei permessi di soggiorno di breve durata (libretto L) le condizioni per l'attivazione della clausola di salvaguardia non sono soddisfatte.

Attivando la clausola di salvaguardia, il Consiglio federale applica uno strumento di regolazione dell'immigrazione in Svizzera previsto dall'ALC e tiene conto della decisione di dare la precedenza alle persone disoccupate presa dal Parlamento lo scorso dicembre.

 
Per maggiori informazioni:
- Comunicato stampa del Segreteria di Stato della migrazione SEM 10.05.2017, completo.
- Cittadine e cittadini UE/AELS: Vivere e lavorare in Svizzera (SEM)
- Circolare alle autorità competenti
 
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